Metodo in pratica
Nel tempo abbiamo integrato il rischio di credito, con l’idea che duration e spread vadano sempre letti insieme, soprattutto in fasi di mercato turbolente.
L’ultimo tassello è stato l’uso prudente dei derivati su tassi, introdotti solo quando esiste un obiettivo chiaro e un monitoraggio realistico.
La filosofia che guida il nostro lavoro sul reddito fisso avanzato
Come applichiamo il metodo nella pratica
Lorenzo B.
Analisi tassi e rischio complessivo
"Abbiamo imparato che mettere in fila tassi, credito e derivati su tassi aiuta a rileggere decisioni passate e a prepararsi meglio ai prossimi cambi di regime."
Fase iniziale
Ascoltare storia e vincoli del portafoglio
Si parte dalla raccolta delle informazioni chiave: composizione del portafoglio, vincoli formali, orizzonte temporale e principali episodi di mercato che hanno segnato la storia recente delle posizioni. In questa fase ascoltiamo molto, cercando di capire quali domande sui tassi, sul credito o sui derivati su tassi restano ancora senza una risposta soddisfacente.
Fase tassi
Analizzare curva dei tassi, duration e convexity
Passiamo poi alla lettura della struttura a termine dei tassi, osservando la curva attuale, le sue trasformazioni negli ultimi anni e gli scenari plausibili. Calcoliamo duration e convexity, valutiamo la sensibilità del portafoglio a movimenti diversi e individuiamo dove la curva potrebbe rappresentare una fonte di rischio sottovalutata.
Fase credito
Valutare il rischio di credito nel contesto complessivo
Integrare il rischio di credito significa guardare a rating, spread, liquidità e caratteristiche contrattuali dei titoli in portafoglio. Mettiamo in relazione questi elementi con la struttura per scadenze e con gli scenari di tasso, per capire come uno shock sul credito potrebbe interagire con movimenti della curva.
Fase derivati
Considerare l’uso di derivati su tassi in modo mirato
Solo dopo aver chiarito il quadro di tassi e credito valutiamo se i derivati su tassi possano avere un ruolo. Discutiamo strumenti possibili, obiettivi realistici e requisiti di monitoraggio, sottolineando che i risultati possono variare e che ogni scelta va riletta nel tempo alla luce dei cambiamenti di mercato.
Fase sintesi
Disegnare una mappa del rischio da aggiornare nel tempo
Infine costruiamo una mappa sintetica del rischio, con alcune grandezze da monitorare e scenari di riferimento. Questa mappa non è un punto di arrivo definitivo, ma uno strumento da aggiornare man mano che la curva dei tassi, il rischio di credito e il contesto macro evolvono.
Focus iniziale sulla curva dei tassi
All’inizio ci siamo concentrati quasi esclusivamente sulla struttura a termine dei tassi, raccogliendo grafici storici e osservando come duration e convexity spiegassero buona parte dei movimenti dei portafogli. È stato un periodo di studio intenso, in cui abbiamo testato diversi modi di rappresentare la curva per renderla più leggibile anche in contesti operativi frenetici.
Integrazione sistematica del rischio di credito
Con l’aumentare dei casi pratici abbiamo capito che ignorare il rischio di credito portava a una visione incompleta. Abbiamo iniziato a integrare rating, spread e liquidità, costruendo matrici che incrociavano scadenze e qualità degli emittenti, e scoprendo nuovi modi per visualizzare le concentrazioni di rischio.
Sviluppo del modulo sui derivati su tassi
Successivamente abbiamo incontrato sempre più situazioni in cui i derivati su tassi venivano utilizzati in modo poco trasparente. Questo ci ha spinto a sviluppare una sezione specifica del metodo dedicata a swap, futures e opzioni, con l’obiettivo di chiarire obiettivi, costi e limiti, evitando configurazioni difficili da spiegare.
Nascita della mappa integrata del rischio
Negli ultimi anni abbiamo unito tutti i tasselli in quella che chiamiamo “mappa integrata del rischio”. Questa mappa collega struttura a termine dei tassi, credito e derivati su tassi in un’unica rappresentazione, pensata per essere aggiornata nel tempo e per ricordare che Past performance doesn't guarantee future results.
Aggiornamento continuo con il contesto di mercato
Oggi continuiamo a rivedere il metodo alla luce dei cambiamenti del 2026: politiche monetarie diverse, nuove dinamiche di spread e maggior attenzione alla liquidità. Ogni aggiornamento è l’occasione per semplificare, chiarire ipotesi e rendere ancora più trasparente il legame tra modelli e realtà.
Suggerimenti pratici per applicare il metodo nel quotidiano
Mettere per iscritto obiettivi, ipotesi e limiti
Prima di modificare duration, aumentare l’esposizione al credito o introdurre derivati su tassi, conviene chiarire quali rischi si vogliono effettivamente ridurre e quali sono accettabili. Scrivere in modo sintetico obiettivi, ipotesi e soglie di tolleranza aiuta a evitare decisioni impulsive quando la curva si muove rapidamente o gli spread cambiano in modo inatteso.
Lavorare con scenari distinti e poi integrarli
È utile distinguere scenari di tasso, scenari di credito e scenari combinati, invece di fonderli subito in un’unica previsione. In questo modo diventa più chiaro quali fattori stanno guidando il rischio complessivo e dove il portafoglio è più vulnerabile. Rivedere periodicamente questi scenari, alla luce di nuovi dati, aiuta a mantenere realistica la mappa del rischio.
Usare derivati su tassi solo per obiettivi misurabili
Quando si considerano derivati su tassi è preferibile partire da strutture semplici, collegate a un singolo obiettivo misurabile, come una modifica della duration. Valutare con attenzione costi, margini e requisiti di monitoraggio aiuta a evitare di introdurre complessità che poi diventa difficile gestire, soprattutto in fasi di mercato turbolente.
Tenere viva la mappa integrata del rischio
Una mappa sintetica del rischio, che includa curva dei tassi, credito e derivati su tassi, è utile solo se viene aggiornata. Annotare i motivi dei cambiamenti, le reazioni del portafoglio e gli imprevisti incontrati aiuta a trasformare gli episodi di mercato in esperienza strutturata, senza dimenticare che i risultati possono variare nel tempo.